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Galleria LOFT ARTE - Corso Italia 35/f  36078 Valdagno VI - Italy  tel. 0445 406920 cell. 335 6174115

www.loftarte.com   e-mail: galleria@loftarte.com

Sabato 10 Giungo 2006, alle ore 18.00 – Galleria Loft Arte, Corso Italia, 35/f

Tel. +39 0445 406920 / +39 335 6174115 e-mail: galleria@loftarte.com  web: www.loftarte.com

Orario galleria: sabato dalle 16.00 alle 19.00. Tutti i giorni su appuntamento tel. 335 6174115

La mostra proseguirà fino al 30 agosto 2006

 

Gabriele Coi

 

Sabato 10 Giungo 2006, alle ore 18.00, presso la sede della galleria Loft Arte, in Valdagno (VI) Corso Italia 35/f, avrà luogo l’inaugurazione della mostra di Gabriele Coi, saranno in visione dieci frammentazioni del progetto “Sweet Home Under White Clouds.

 

Oggi ha chiamato M.

Ha risposto I.; le ha detto che sarebbe partito.

Qualche giorno.

Deve andare al funerale del suo amico: quello che aveva smesso di parlare.

Una mattina il suo amico ha smesso di parlare.

Non riuscire più a parlare.

Hanno detto tumore al cervello.

Se pensi ma smetti di parlare, è come se i pensieri non potessero fluire fuori;

e la testa si riempie;

si riempie fino a scoppiare.

I pensieri si moltiplicano, si comprimono e si fondono;

occupano sempre più spazio fino a farti impazzire;

fino a farti scoppiare.

Pensieri fraggati in migliaia di schegge.

Io non parlo molto.

Non sono timido;

aspetto.

Aspetto il momento in cui qualcosa intorno a me esploda.

Non riesco mai a vedere; vedo solo il brillare delle schegge.

A volte, quando sono fortunato, intravedo qualcosa con la coda dell'occhio;

quando mi giro è troppo tardi.

Bisogna essere molto attenti.

Bisogna sentire ciò che avverrà; trovare il punto giusto un secondo prima che accada.

Io riesco a vedere qualcosa con la coda dell'occhio;

quando sono fortunato.

Più spesso, solo il brillare delle schegge.

Quando conosco qualcuno,  guardo qualcosa o vedo un posto nuovo, ho sempre l'impressione di averlo già fatto.

E’ come vivere un dejavu perpetuo;

è come vedere un film due volte;

è come vivere proiettandosi nel passato.

Ci sono troppe immagini nella mia testa;

spesso, faccio confusione.

Da bambino ho cominciato a parlare molto tardi;

forse ho cominciato quando la testa stava per scoppiare.

Mio padre era un fotografo;

comprava riviste di fotografia; molte.

Sono cresciuto guardando riviste di fotografia;

foto, immagini.

Ho memorizzato migliaia di foto senza assegnarne un significato, un contesto.